Warning: array_shift() expects parameter 1 to be array, boolean given in /web/htdocs/www.claudiocalia.it/home/config/ecran_securite.php on line 283 [Intervista] Il pioniere del "Poetry Comics" - Claudio Calia ...fa fumetti e siti internet.
 
 
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31 maggio 2012

[Intervista] Il pioniere del "Poetry Comics"

Il Gazzettino, 29 maggio 2012

Ripropongo sul sito l’intervista uscita su Il Gazzettino. In realtà è stata realizzata molto tempo prima della pubblicazione, per cui non ho fatto in tempo a citare il libro al quale sto lavorando. Pubblico le due versioni: quella uscita sul giornale e quella "completa" prima dei tagli e del necessario rimontaggio. L’intervista è a cura di Sara De Vido che ringrazio per l’occasione.

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- Come è nato questo progetto di poetry comics?

Io e Lello Voce ci conosciamo da anni, avevamo già provato una volta a concepire la versione a fumetti di un suo racconto in prosa, ed ho collaborato parecchio con lui in progetti web per promuovere diversi festival di poesia e la sua stessa attività. Aspettavamo insomma solo l’occasione per collaborare ad un progetto organico tra poesia e fumetto, e con Piccola Cucina Cannibale finalmente ce l’abbiamo fatta.

- Come sei riuscito a realizzarlo? Mi pare di aver capito che è qualcosa di più di "poesie in fumetto".

Quello che mi sono imposto da subito è stato cercare di non essere didascalico, di non usare il fumetto come “sintesi delle poesie”. Ho cercato di concepire la trentina di tavole che contribuisce a questo progetto per dialogare insieme ai testi di Lello Voce e la musica di Frank Nemola, a creare un “oggetto poetico” a sé stante in cui musica, poesia e fumetti convivessero. Il libro è sostanzialmente un “libro d’ascolto” la cui lettura procede a pari passo con l’esecuzione del cd, ed il fumetto contribuisce al senso totale dell’opera mantenendo le specificità del suo linguaggio.

- Ho notato una produzione vastissima. Mi racconti qualche tuo progetto?

In sintesi, prima di Piccola Cucina Cannibale, ho realizzato tre libri a fumetti, due interamente miei e uno sceneggiato da Luana Vergari, nell’ordine: Porto Marghera – La legge non è uguale per tutti(BeccoGiallo, 2007), E’ Primavera – Intervista a Antonio Negri (BeccoGiallo, 2008) e Caro Babbo Natale… (Black Velvet, 2008). Gli ultimi due nel 2011 sono usciti rispettivamente nella loro edizione inglese e spagnola. E poi un fiume di collaborazioni con storie brevi, e la cura, insieme a Emiliano Rabuiti, delle (finora) sette antologie di fumetto indipendente italiano prodotte da Radio Sherwood insieme a diversi editori in concomitanza con l’annuale festival musicale. Il fumetto come strumento di racconto della realtà è una delle mia passioni prima come lettore che come autore.

- Quanto importante è per te il disegno per esprimere pensieri, posizioni, idee? Il disegno è più immediato delle parole? o è un modo diverso per esprimere uno stesso concetto?

Fatico davvero a considerarmi “un disegnatore”, anche se per ovvia contiguità di strumenti a volte capita. Io faccio fumetti, e come ha detto Art Spiegelman, l’autore dell’importante Maus: «I fumetti sono una sorta di eco del modo in cui il cervello lavora. La gente pensa in forma di immagini iconografiche, piuttosto che in ologrammi, in esplosioni di linguaggio e non in paragrafi». Insomma, credo che il fumetto sia particolarmente adatto per comunicare qualunque tipo di contenuto ed abbia una capacità tutta sua di intrattenere una particolare complicità col lettore.

- Nel tuo sito, che è un pochino anche un blog mi pare, scrivi: "fa fumetti e siti internet". semplice ed efficace. E poi mi è piaciuto: "fumetti, cruccio e maledizione, ossessione, passione inesauribile. Un mestiere che sa essere crudele, ma anche quello più bello del mondo".
Come è nata la passione per il fumetto e quanto il fare fumetti ha influenzato la tua attività da web designer e viceversa?

“Fa fumetti e siti internet” è la classica definizione della mia ragazza quando qualcuno le chiede cosa faccio, e direi che mi descrive bene! La passione è nata da piccolino, solo che a differenza di altri poi ho continuato a leggerne e iniziato a volerli fare. Leggere durante le scuole medie una biografia di E. C. Segar, l’autore di Braccio di Ferro, è stato probabilmente il fattore scatenante, che mi ha fatto capire che c’erano delle persone dietro alle strisce che mi piacevano tanto. La mia attività nel web più nel dettaglio spesso è quella di creare contenuti per l’utente e per i motori di ricerca, e la costruzione delle frasi nelle nuvolette, che costringe necessariamente alla sintesi, mi è senz’altro utile nel mio lavoro informatico. Senza contare quel po’ di cultura grafica che è necessaria sia per impostare una tavola che sia comprensibile sia per rendere fruibile un’interfaccia grafica.

- Come vedi la scena degli autori di fumetto trevigiana e veneta più in generale? A me pare che ultimamente il fumetto abbia un ruolo sempre maggiore, anche di forte denuncia (il tuo stesso volume Porto Marghera mi pare vada proprio in questo senso)

Il Veneto e Treviso sono culla di tantissimi autori, forse un po’ sottostimati nel panorama nazionale per il nostro essere considerati eternamente “di provincia”, lontani dai “giri che contano” romani, milanesi e bolognesi. Penso a Alessandro Staffa e Alberto Corradi, tra le colonne portanti dei fumetti di XL, al Treviso Comic Book Festival, ai vicentini Elena Lori e Gianmaria Liani che sono usciti da pochissimo con “Limbo”, un libro a fumetti dedicato al nordest in libreria per Kappa Edizioni. Poi le esperienze underground di Massimo Perissinotto di Treviso stessa, Mimì Colucci e Massimo Giacon sono padovani, Valentina Rosset ancora a Vicenza. Veramente tanti, ed ora che i fumetti stanno conquistando un proprio spazio in libreria, è finalmente possibile fare sentire la propria voce ad un pubblico di lettori differenziato, non necessariamente di soli appassionati. Io per il mio libro di esordio “sulla lunga distanza”, Porto Marghera – La legge non è uguale per tutti, ho deciso di raccontare una storia profonda del Veneto rimosso, la tragedia delle morti del Petrolchimico. Un lavoro di giornalismo a fumetti con un tema che mi desse la possibilità di sperimentare sul campo.

- Mi dicevi di un libro che stai scrivendo e le cui puntate pubblichi a rate nel web. Mi spieghi il progetto?

Il gioco dei fumetti” è quel tipo di libro che vuoi fare nonostante tutto, che tengo là in sottofondo andando avanti piano piano, mentre in realtà poi sto lavorando e uscirà anche altro di mio ben prima che sia concluso. E’ un fumetto che parte da spunti autobiografici per raccontare del rapporto tra un padre e un figlio, e successivamente del rapporto tra quest’ultimo e la sua, di figlia, e nel racconto parlare di un pezzo di Italia lungo un arco di tre generazioni con particolare attenzione alla storia recente del nostro paese. Lo pubblico a frammenti su varie pubblicazioni che mi chiedono contributi a fumetti e poi carico tutto sul sito, in una sorta di lungo “work in progress” svolto in pubblico.