Warning: array_shift() expects parameter 1 to be array, boolean given in /web/htdocs/www.claudiocalia.it/home/config/ecran_securite.php on line 283 Non sono d'accordo con te, ma morirei... - Claudio Calia ...fa fumetti e siti internet.
 
 
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2 marzo 2012

Non sono d’accordo con te, ma morirei...

...affinchè tu possa dire la tua stronzata.

Vabbè, lo devo ammettere. I fatti relativi alla Val di Susa di questi giorni, ecco, lo riconosco... mi stanno imbruttendo. L’escalation che si è sviluppata da lunedì mi ha colpito molto, mi strugge.

Pensare a quegli irresponsabili che al posto di chiamare i pompieri e un’ambulanza come si farebbe in ogni situazione simile hanno creato le condizioni per l’incidente di Luca Abbà.

La canea mediatica per il povero Marco Bruno che ha dato della pecorella ad un poliziotto in un paese in cui chiunque morderebbe un orecchio all’arbitro ogni domenica per una partita di calcio o insulta quotidianamente un vigile per una multa, magari per avere parcheggiato in un posto riservato ai disabili.

Ecco, e poi vedere la derisione, tutti esperti di tralicci e alta tensione, tutti azzardati ingegneri ferroviari, tutti che ieri The Economist diceva su a Berlusconi allora era il nuovo vangelo moderno e oggi che dice che la TAV è un pacco non se lo caga più nessuno.

Tutti a parole contro la casta, contro la politica dei privilegi, e poi tutti difensori strenui della democrazia perchè "della Tav se ne è già parlato" è la democrazia bellezza non fate i nimby, su, tutti tutti a avvallare le scellerate misure stabilite da Andreotti, Pomicino e Necci e confermate fin qui proprio da quelli che a corrente alterna vorrebbero spazzare via dal parlamento.

Io, devo dire, non vi capisco più e sono parecchio sconfortato.

Poi ci sono i fumetti. Sì, la vignetta di Makkox su Il Post di qualche giorno fa:

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Chiariamo. Mi son tenuto ben distante dal commentarla sia su Il Post che tantomeno sul profilo facebook di Makkox dove pure c’è stata una abbondante discussione, perchè in realtà ha ragione: lui è libero di fare, dire e pensare quello che vuole, e se non ti sta bene puoi dirlo a casa tua ma non andare a cagargli in cucina. Ci sto, mi sembra civile. Makkox ha tanti, tantissimi pregi, ho potuto capire nel tempo leggendo le sue cose che non condividiamo certo un sacco di posizioni su un sacco di cose ma... siamo umani, no? E soprattutto non possiamo pensarla tutti allo stesso modo su tutto, no? Son pieno di amici che non la pensano su tutto come me e mi sembra che si riesca comunque a parlare e discutere serenamente.

Comunque sì, dal punto di vista umano quella vignetta mi ha molto disturbato. Per la mia personalissima... etica? pigliare per il culo in pubblico uno in ospedale che non sai se ne uscirà e come ne uscirà è... disdicevole si può dire o domani mi denunciate a La Repubblica? Io non lo farei verso nessuno, anche il più distante da me. Ma son cose personali.

Per fortuna poi è arrivato Akab, che ha saputo dare una risposta alla satira con la satira, l’unica cosa intelligente da fare:

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e mi ha fatto tirare un piccolo sospiro di sollievo, strappandomi un sorriso e facendomi sentire un poco meno solo.

Poi vedo Bersani in tv e penso, cazzo! che per rispetto dei suoi elettori che son tanti dovrebbe prendere l’abitudine di informarsi sulle cose di cui va a parlare perchè sembra un suonato che ripete sempre la stessa manfrina e non conosce un dato uno di quello che va a discutere. Esigetelo, suoi elettori! L’avevo già beccato una volta a Porta a Porta che parlava di internet probabilmente non capendo neanche lui cosa stava dicendo, e su serviziopubblico ha fatto lo stesso.

Non è che non ci si può dire "anarco insurrezionalisti" caro Bersani, è che se mi definisci "anarco insurrezionalista" tutti i giorni perchè sto difendendo casa mia dagli affari di mafia e politica intrecciate, che sfiga ha voluto proprio qua dovevano venire a parare, alla fine delle tue definizioni me ne frego e vado avanti per la mia strada. Chiamami Black Bloc, chiamami anarco insurrezionalista, chiamami anche pippo, nessun problema.

Quello che vive nel passato sei tu. Quello che con quel passato non ci ha fatto i conti e ha rifiutato qualunque autocritica sei tu e qualche tuo compagno di partito, come quel magistrato antimafia che mentre la mafia governa e le carceri straboccano di pezzenti senza possibilità di difendersi passa il suo tempo ad accanirsi contro studenti e manifestanti.

Io ho 35 anni e voglio vedere se, e con il mondo che state costruendo non temete che sarà così, alla prossima generazione di ribelli alla vita di merda che ci fate fare continuerete, ancora, da vecchie cariatidi, a tirare fuori gli anni ’70 ad ogni piè sospinto.

Non ci sono gli anni ’70 che tornano, siete voi che siete rimasti là, come giapponesi in attesa che qualcuno li avvisi che la guerra è finita.

Ed insomma, come potete vedere, i fatti di questi giorni mi ossessionano, pensare che si possa lasciare un’area di uno stato in mano al confronto militare tra polizia e manifestanti senza nessuno che voglia sporcarsi le mani e tornare a fare politica mi sconforta, mi fa vedere tutto brutto.

Ma io non voglio che i miei ricordi della lotta della splendida comunità valsusina siano legati a questo, non alla cattiveria e al cinismo di chi dovrebbe dare risposte e continua a fare domande fuori tempo massimo.

No, io voglio rappresentarla così questa bella comunità, con i miei poveri mezzi, pure temporaneamente senza scanner, con una foto di un timido disegnetto partorito dallo struggimento, dalla rabbia, dallo sconforto. Ma anche dal coraggio, la determinazione, che ho visto in quegli uomini e quelle donne prima che fossero, per l’ennesima volta, e chissà quante altre ne seguiranno, brutalmente caricati da quelli che si vantano di essere tra i pochi al mondo senza codice di riconoscimento ben visibile sul loro caschetto:

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Coraggio NoTav,
non sentitevi mai soli,
che lo sappiano che ora e sempre

a sarà dura,

besos e ammirazione,
c.

PS
Il titolo di questo post deriva direttamente da questa canzone, che esprime piuttosto correttamente il mio stato d’animo in questi giorni:

PS II
Qui trovate il mio disegno debitamente ripulito qualche giorno dopo.
PS III
Ah! Poi sul TAV c’ho fatto un libro.